I casinò nell'Europa dell'Est |
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Casinò
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Settembre 2009
Ma oggi i tempi cambiano ed anche i paesi dell’Est cominciano a capire che occorre regolarizzare un po’ l’anarchia che si è spesso creata nei primi anni della libertà, così faticosamente conquistata. Purtroppo, i metodi che usano sono spesso quelli usati nell’era passata, quella della dittatura dello stato, senza rendersi conto che alcuni tipi di provvedimenti sono fuori tempo e che alla fine potrebbero dare dei risultati opposti a quelli desiderati. Dall’altra parte qualcosa doveva essere fatto perché il gioco d’azzardo è diventato praticamente una malattia molto diffusa tra la popolazione, si dice che in Ucraina il 5% della cittadinanza ha problemi di questo tipo, insieme all’alcoolismo, storicamente presente in quelle zone, dovuto probabilmente anche al clima rigidissimo. Così la Russia ha vietato e chiuso tutti i casinò ed i locali con le slot esistenti, soltanto a Mosca oltre 500 locali, ma ha deciso comunque di permettere lo svolgimento dei giochi d’azzardo in quattro zone sparse in questo enorme paese, economicamente povere e depresse. In questo modo il governo conta di dare una spinta allo sviluppo di queste zone e negli anni successivi dovrebbero nascere dei Las Vegas russi. Si spera anche in un grande afflusso di turisti stranieri. Anche la sopra menzionata Ucraina, una delle più grandi repubbliche dell’ex Unione Sovietica, segue le orme della madre Russia. Dopo un grave incidente in un casinò, costato la vita a 10 persone, il parlamento ha votato un decreto con il quale si impone la chiusura a tutti i casinò esistenti e si propone di dislocarli nelle aree non sviluppate del paese. Dopo questa legge, numerosi dipendenti delle case di gioco sono scesi in piazza protestando contro questo codice repressivo che gli costerà il loro posto di lavoro. Insieme a loro protestavano anche gli abituali frequentatori dei casinò. E per finire, la stessa strada è seguita anche dall’Armenia, che obbliga tutte le case di gioco di chiudere entro l’anno 2013, traslocando in una delle 3 aree predisposte dal governo per quest’attività. Una delle ragioni per questa decisione, insieme a quelle già menzionate prima, è anche il fatto che la maggior parte dei casinò lavora attualmente senza le necessarie autorizzazioni e senza pagare i tributi allo stato. Il rischio di una soluzione di genere, di spostare i casinò al di fuori dei grandi centri urbani e creare le aree dedicate a questa attività, e la possibile influenza della criminalità organizzata, fortemente radicata in questi paesi e molto ben organizzata. Probabilmente i primi anni si assomiglieranno molto a quelli dell’inconfondibile Las Vegas, dove l’illegalità era fortemente diffusa finché lo stato con gli straordinari sforzi non è riuscito ad imporre le regole ed il rispetto delle leggi.
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